domenica 21 luglio 2013

Ballerine

Pensavo a mettere le ballerine
Nere, nuove, a rigorosi piedi nudi.
Pensavo a incedere ponderata
Con l'inclinazione cauta da teiera,
Per versare inquieti passi innanzi.
E camminavo, seria, come se
stacchettare fosse già comporre
Il tema semplice di ricorrenti giorni.

venerdì 12 luglio 2013

L'aratura

I campi ebbri d'acqua dei giorni scorsi
- Tutta quella che non ho preso
Mentre rifiutavo la vita (devo)
In quei posti pieni di tavoli in formica
e teche -
Sembravano letti.


Se i miei tendini d'Achille fossero cavi
e così i tuoi polsi, avvezzi a orologi e camicie
potremmo passarvi, edipicamente
un canape.
Così i nostri arti inanellati
come perle di carne
per una collana di pelle
dall'anima di cordame
fradicio d'afrore
ma di altri, non noi.

Le mie scapole, tiepidi vomeri
a spezzare i madidi pani di terra
imbevuti dell'acqua (quella
che, nei giorni scorsi, persi).
E tu rinunceresti, 
dolce animale,
alla guida degli astri
per interrare tra i piedi le pietre,
e non ferire il tuo vomere umano?
– Non avrei che da chiedere.

Lasceresti ai miei occhi istupiditi
la visione del Cielo, 
tu che sgrani tra le ciglia l'Universo.
Per me è un grande catino
dove ascendono
l'acqua che, nei giorni scorsi, persi
e le lacrime che volutamente piango
perché sul tuo corpo di animale
con pietà ristoratrice 
le riversi.