venerdì 2 maggio 2025

Corot

 Parigi, marzo 2025

Cuore di cuori

almanacco sbagliato 

pane lasciato nell’erba

ventaglio con buco


Non ti vedo

e ti chiamo — manca

il sole nei paesaggi

di Corot — sei tu 

chiese secche di fumo


Ti chiamo e le date 

non coincidono —

magari un altro giorno


Cuore di cuori 

sole chiesa paesaggio 

distanza per meglio vedere 

il terrapieno cadere

sull’erba

mercoledì 16 febbraio 2022

Atacama

 Parigi

 

Non parlo in francese
non parlo molto in generale
non scrivo – pas grave

Una lucertola muore
in un pozzo secco
quell'azzurro cileno
gassoso infrangibile

Leggo gli altri e li invidio
morti e vivi
chi fa parlare le carte
discetta coi pari
spariglia paure e intenzioni
Tutto – tutto trabocca

Corri lucertola cerca
un secondo sole
attardato o sperduto
su questo atacama.

mercoledì 10 febbraio 2021

Le mie cosine

Le mie cosine
mi hanno inchiodata alla croce
una tisana alla cyclopia (honeybush)
i barattoli col tappo vichy
la borraccia lilla matte
le videoricette
tanti chiodi dritti zincati

Mia madre che dice
Quelli non mangiano per non cagare
mentre salvo alcune foglie di menta.

I portapenne in acrilico muji
con la polvere grassa sul fondo
potrebbero farmi da emblema
e un cartiglio dorato
che urla festante

Le mie cosine.




mercoledì 5 dicembre 2018

È un passero


Ciò che ho avuto
ora è un passero sulla ringhiera,
e ovunque è la neve.
So che se aprissi la finestra
non entrerebbe nella stanza.
Continuo a guardarlo:
sasso cavo, fango piumato.
La neve sulla ringhiera precipita
nella neve più in basso,
quando — d'un tratto — si alza.
La minima curva
verso il vetro, dentro l'occhio.

Poi neve, la ringhiera
e una neve ulteriore, infinita.

Ha il peso della cenere,
è la caduta di un ceppo.
Ciò che ho avuto
si è nascosto e abita
il paesaggio.

giovedì 12 marzo 2015

Tegumenti

Domani partiamo.
La mia borsa da weekend
È già sulla sedia 
Semigonfia, meticolosa.
Manca il maglione
Grigio collo alto, l'unico pesante
Che ho. Non è qui:
L'ho lasciato a casa,
Nel mio armadio di ragazza
– il monolite di celluloide lane e costumi da bagno che è la metà di camera mia –
Perché avesse ancora
Una qualche utilità.

Ora non ho più l'armadio
I miei vestiti blu neri li tiene
Sospesi nel pulviscolo
Un'asta azzurra ikea.
– Suona vagamente omerico –
Ma non me ne curo:
Li chiamo per scherzo
Panni da gesuita,
I miei tegumenti.

La notte li sento,
Mentre dicono
E lo dicono sempre
"Il re è nudo, 
è sempre nudo". 

lunedì 3 marzo 2014

Funzioni ed abilità



Non ho orecchio, né orecchi.
Orecchie soltanto:
ma per due perle
sono già tanto.

martedì 18 febbraio 2014

La fidanzata

  • Ti presenterei la mia fidanzata:
    le sue ciglia come stecche di vaniglia
    Ha una figlia
    Ma non l'ho conosciuta ancora.
    Ogni stanza le è dimora.
    Vorrei averla già sposata.

    I suoi passi creano vortici nell'aria
    Tutto sembra seguirli.
    È una dimessa temeraria,
    volendola stupire
    la sposerò.

    La mia fidanzata
    Misura il mondo con le sue dieci dita
    Ed ogni conto torna,
    Deve tornare.

    La sposerò,
    Per sua figlia
    Che sarà mia figlia
    Per la sua vita
    Così preziosa

    Per ogni cosa
    Che lei muta
    Rivive trascolora
    E poi, riposa.