Ho accettato ormai da tempo
Un mio piccolo destino.
Non è un culto a mani giunte
La liturgia di chi si reca
E sa indugiare accovacciato
Sopra i passeri sgualciti.
Ai stupidi merli arditi
Non più d'una prece:
Altro grava sulle ali conserte,
pennuti proiettili.
Esiliati sul terreno,
Pietrifissi dal Niente superiore:
Tradirono il vento col becchime
O non conobbero il trucco
Degli dèi, librati costanti.
Una nemesi, infine:
Degli elementi il più basso
Li accoglie in morte,
E quel che sapevano di più bello
dogma era e rimane
Per me.
lunedì 29 aprile 2013
lunedì 22 aprile 2013
Avviso ai passanti
Fuggite la feroce, tra le donne
la fascinosa, bella ad arte.
Svettante oleandro perenne,
muraglia di pensieri ombrosi
dal fogliame a tagliacarte.
Miriadi di fiori: inodoròsi.
la fascinosa, bella ad arte.
Svettante oleandro perenne,
muraglia di pensieri ombrosi
dal fogliame a tagliacarte.
Miriadi di fiori: inodoròsi.
domenica 7 aprile 2013
Lichene (da rivedere)
"Si parva licet componere magnis"
Virgilio, Georgiche, IV, 176
Così profondi
che con voi potrei attraversare il mondo
da parte a parte
e non toccare l'equatore
ma so che vi abbandonerei
nel nucleo
così brillante
così pesante
come voi.
Io che ho scapole di fango
sui seni delle argille
a succhiare le rughe fossili.
M'accontento nel guardare le mie sorelle gemelle:
non incrostano il cielo, le stelle?
Il lichene pietrifisso
così vive e si consola.
Cadrei nel cerchio e ricadrei e cadrei
se il cosmo non mi è dato, ma l'amplesso atomico
di fruticose dita,
micobionti
e pietre.
Come cade, un lichene?
da qui a lì,
a una stella
e ritorno.
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