Parigi, primi giorni del duemilatredici
Mi fai scrivere
tu che sai finire in “ciao”
il nostro teatro di ogni sera
e siedo, dove tu sedevi
piluccando un panettone
parlando di un cinema
ti ascoltavo ridendo muta.
- Andiamo all’Odéon
- Non c’è niente
- Ho fame
- Hai fame?
- Ho mal di stomaco
Gennaio in rue de la Clef
era un pasto silenzioso
eravamo bicchieri
di vetro leggero, da casa in affito, la tua -
opachi, per un lavaggio imperfetto.
L’acqua ghiacciata
lo champagne, col cucchiaino
che non ha mai funzionato.
Non si brinda con una bottiglia in due.
Non ci sono calici in alto,
ma fondi che lasciano cerchi sul lavandino
“Sciacquali”
Mi fai scrivere
quando nulla cambia
quando in me ti volti
col volto sprofondi
nel cuscino e dici
- Manteniamo la forma.
A ognuno il suo posto nel letto.
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