giovedì 6 dicembre 2012

II (a ritroso)

sei novembre duemiladodici

L'ho chiesto ai libri vicini al mio letto,
quelli che nelle notti bianche
sfoglio per dare forma a un tormento;
Prévert, ad esempio, non ha saputo rispondere.
L'ho cercato sulla calce del soffitto
ma non rimanevano che i coriandoli
di tutte le feste, delle sfilate di carri
indette sul suo selciato,
così calmo e opposto,
per i miei pensieri sboccati.
Ho svuotato l'arbanella di vetro:
contiene i miei spiccioli piccoli,
che sembrano oro e valgono nulla,
e ricordano certe promesse, già sotto spirito.
"Contre les portes de la nuit" io guardo
il carnevale svanire nel bianco.
La luce dell'alba abbacina
e niente mai è così buio.

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